Una carta di credito sul tavolo della cucina. È un’immagine che si ricorda subito, molto più di una pagina di dati. Forse anche tu hai letto che ingeriamo cinque grammi di plastica a settimana. Quando un numero colpisce così tanto, però, vale la pena fermarsi un momento.
Per capire questo dato, risaliamo alle fonti e distinguiamo ciò che è stato misurato da ciò che è stato stimato.
Da dove arriva il paragone con la carta di credito?
La cifra è diventata famosa con una pubblicazione del WWF del 2019. Era una stima ricavata da studi diversi, non il risultato di una misurazione settimanale su ogni persona.
Il BfR, l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, la considera troppo alta di diversi ordini di grandezza. Tra i problemi c’è la conversione del numero di particelle in peso, che dipende dalle dimensioni ipotizzate.
Per questo non sostituisco cinque grammi con un’altra cifra altrettanto netta. Una stima incerta non diventa più utile solo perché è facile da ricordare.
Presenza, esposizione e rischio non sono la stessa cosa
Le microplastiche sono state rilevate nell’ambiente e negli alimenti. Ma trovare una particella non dice, da solo, quanto ne assorbiamo né quali conseguenze abbia sulla salute.
L’approfondimento italiano dell’EFSA su micro e nanoplastiche negli alimenti, aggiornato nel 2026, raccoglie le tappe della ricerca e spiega le difficoltà nel rilevare e misurare queste particelle. È una fonte utile per seguire gli studi, senza confondere il rilevamento con una quantità settimanale valida per tutti.
Anche lo studio di Leslie e colleghi del 2022 va letto per ciò che ha studiato: particelle di plastica nel sangue. Non dimostra che ogni persona ingerisca cinque grammi a settimana, né che cambiare detersivo prevenga effetti sulla salute.
Cosa significa per chi vive in Italia?
Non esiste una dose personale che si possa dedurre semplicemente dal Paese in cui abiti. E non basta passare dalla bottiglia di plastica al vetro per garantire acqua senza particelle: anche tappi e processi di riempimento possono contribuire, come spiega il BfR.
Io distinguerei due domande. La prima è scientifica: qual è l’esposizione e come si valuta? La seconda è molto pratica: quale imballaggio usa e getta posso evitare nella mia giornata? Alla seconda puoi iniziare a rispondere anche senza una cifra universale sulla prima.
Quattro gesti concreti, senza creare ansia
- Riutilizza ciò che hai. Una borraccia o un contenitore adatto all’uso, ben pulito e usato a lungo, può evitarti nuove confezioni monouso.
- Guarda l’imballaggio prima di acquistare. Ricariche e confezioni essenziali sono opzioni da valutare in base alle tue abitudini.
- Chiedi cosa significa “senza plastica”. Si parla della confezione o di tutti gli ingredienti? La differenza conta.
- Prenditi cura dei vestiti. Il rilascio di fibre durante il lavaggio è un altro tema: lo approfondiamo nella guida alle microplastiche in lavatrice.
Non serve comprare subito qualcosa di nuovo. Una buona partenza può essere usare davvero, e più a lungo, quello che è già in casa.
E le regole europee?
La Commissione europea distingue le diverse fonti di microplastiche. La restrizione REACH del 2023 riguarda quelle aggiunte intenzionalmente e prevede condizioni e periodi transitori. La normativa sui pellet affronta invece perdite lungo la filiera. Sono strumenti diversi: non significano che ogni fonte sia già eliminata.
Queste regole riguardano anche l’Italia. Per scadenze e ambiti specifici conviene consultare la fonte aggiornata, senza ridurre tutto a “la plastica è vietata”.
Una confezione in meno, una promessa precisa
I nostri detersivi in fogli Bucato Pulito e Piatti Puliti arrivano in una confezione di cartone senza plastica. Questa affermazione riguarda l’imballaggio. Non promettiamo bevande prive di microplastiche o meno plastica nel corpo.
La nota che vorrei lasciare sul tuo tavolo
La carta di credito resta una domanda da approfondire, non il conto settimanale di ciò che entra nel nostro corpo. Possiamo scegliere meno imballaggi senza usare la paura come motivazione. Se vuoi partire da lì, ti ho raccolto nove idee per la casa.
Con amore, Lena di MamaWillow



